September 25, 2018

Sulla scia dei frequenti episodi di legionellosi che hanno interessato la Lombardia, in particolare Bassa Bresciana e Alto Mantovano, è opportuno fare chiarezza sulla possibilità di trasmissione del batterio nei dispositivi che sfruttano la tecnologia evaporativa, che non interessa in nessun caso i raffrescatori evaporativi.

La legionellosi (o malattia del legionario) è una grave infezione polmonare causata dal batterio Legionella pneumophila che si trasmette con la respirazione (assieme all’aria) di particelle di acqua che contengono il batterio. Tosse, dolori muscolari, febbre e mal di testa sono alcuni dei sintomi dell’infezione. Nella maggior parte dei casi l’infezione guarisce con specifiche cure antibiotiche e in alcuni casi con ricovero ospedaliero. Nel 2015 sono stati registrati in Europa 1.4 casi ogni 100 000 abitanti (fonte: Legionnaire’s disease – Annual Epidemiological Report for 2015, European Centre for Disease Prevention and Control).

Il batterio Legionella prolifera naturalmente in ambienti umidi, ad esempio fiumi, laghi, insenature e altri ambienti acquatici caldi. L’infezione da legionellosi avviene tuttavia nella maggior parte dei casi tramite aspirazione diretta di aria o acqua contaminata: il contagio avviene inalando acqua contaminata sotto forma di aerosol, che possono essere anche generati da rubinetti, docce, torri evaporative (dette anche torri di raffreddamento) o nebulizzatori.

I raffrescatori evaporativi soggetti a regolare manutenzione e controllo non possono trasmettere il batterio poiché non producono aerosol. I nebulizzatori spruzzano gocce d’acqua e la distribuiscono nell’aria: queste potenzialmente possono contenere il batterio in sospensione, che poi verrebbe inalato e potrebbe portare al contagio. I raffrescatori evaporativi, invece, tramite l’evaporazione formano vapore acqueo nel flusso d’aria, le cui molecole sono troppo piccole per contenere il batterio Legionella, che non può quindi essere trasferito agli umani.

I raffrescatori raffreddano l’aria grazie alla naturale evaporazione dell’acqua: l’aria calda passa attraverso pannelli umidificati e fa evaporare l’acqua; il calore dell’aria viene assorbito e l’aria raffrescata passa nell’edificio. All’interno di un raffrescatore, l’acqua raramente sale al di sopra dei 20°C, fuori dalla soglia di rischio proliferazione Legionella. Inoltre, un sistema di gestione dell’acqua nella tanica garantisce un continuo ricircolo della stessa, per evitarne il ristagno e garantirne la sanità.

Per tutti questi motivi escludiamo la possibilità di trasmissione dell’infezione da legionellosi tramite raffrescatori evaporativi, che non possono peraltro agire come amplificatori e disseminatori del microrganismo.

I raffrescatori evaporativi e il rischio legionellosi